Oneri fiscali

Ulteriore sviluppo della TTPCP: il Consiglio nazionale si impegna per la decarbonizzazione e la certezza della pianificazione

| Aggiornato il 10.03.2026

Le decisioni prese ieri dal Consiglio nazionale sull’ulteriore sviluppo della TTPCP rappresentano un segnale importante per la decarbonizzazione del traffico pesante e per la certezza della pianificazione del settore dei trasporti. L’Associazione svizzera dei trasporti stradali ASTAG accoglie con particolare favore la garanzia legale della durata e dell’entità degli sconti per i camion elettrici a partire dal 2031. Permane invece la necessità di apportare correzioni per quanto riguarda l’ancoraggio delle tariffe per i veicoli della categoria EURO 7.

I più importanti in breve

  • Certezza della pianificazione per i camion elettrici
    Il Consiglio nazionale intende fissare per legge, a partire dal 2031, l’entità e la durata degli sconti per i camion elettrici, creando così condizioni quadro più affidabili per le decisioni d’investimento del settore.
  • Decarbonizzazione con logica di transizione
    L’integrazione dei veicoli elettrici nella TTPCP è in linea di principio sostenuta, poiché anch’essi utilizzano l’infrastruttura e il passaggio a sistemi di trazione alternativi è politicamente voluto.
  • Parità di condizioni per le tariffe EURO 7
    Tariffe TTPCP eccessivamente elevate per i moderni camion EURO 7 penalizzano le piccole imprese di trasporto.

L’Associazione svizzera dei trasporti stradali ASTAG prende atto con favore delle decisioni prese ieri dal Consiglio nazionale riguardo alla futura configurazione della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP). L’integrazione graduale dei veicoli elettrici nel sistema della TTPCP è sensata, poiché anche questi veicoli utilizzano l’infrastruttura stradale. Il passaggio a sistemi di trazione alternativi nel traffico pesante è di fondamentale importanza per il raggiungimento degli obiettivi climatici, ma comporta costi elevati per le imprese di trasporto. In questo senso è giusto che i veicoli elettrici beneficino, per un periodo transitorio, di sconti sulla TTPCP.

È particolarmente positivo che il Consiglio nazionale attribuisca maggiore importanza alla certezza della pianificazione. Intende infatti fissare nella legge l’entità e la durata degli sconti, creando così le basi per un ulteriore sviluppo delle tecnologie di trazione alternative. «La certezza della pianificazione e condizioni quadro affidabili sono da sempre una richiesta fondamentale del settore», afferma il presidente centrale dell’ASTAG, Thierry Burkart. È inoltre da accogliere con favore che la revisione debba avvenire – come inizialmente previsto – solo nel 2031. Le imprese che oggi stanno valutando il passaggio ai camion elettrici possono così affrontare il cambiamento di sistema con un sufficiente anticipo.

EURO 7: parità di condizioni per le piccole imprese

La grande maggioranza del settore è costituita da piccole e microimprese a conduzione familiare con una liquidità e un capitale proprio relativamente limitati. Allo stato attuale non hanno la possibilità di investire in camion elettrici, che all’acquisto costano circa da due a due volte e mezzo in più rispetto ai camion diesel. Devono quindi poter colmare il periodo fino all’allineamento dei prezzi d’acquisto con i più moderni camion a combustibili fossili, senza essere penalizzate nell’esercizio da tariffe TTPCP eccessivamente elevate.

Con la norma EURO 7 il bilancio delle emissioni del traffico pesante viene ulteriormente migliorato: essa prevede tra l’altro una riduzione della metà dei valori limite consentiti per gli ossidi di azoto. «Anche le piccole imprese devono avere la possibilità di passare a veicoli più sostenibili», conclude Thierry Burkart. Se si rinunciasse a una tariffa favorevole per i veicoli conformi alla norma EURO VII – possibilità che rimane aperta con la decisione del Consiglio nazionale – vi sarebbe il rischio di un consolidamento del settore imposto dallo Stato. Se aziende familiari fortemente radicate a livello regionale venissero estromesse dal mercato a causa di un onere fiscale sproporzionato, l’intero tessuto delle PMI svizzere rischierebbe di subirne gravi conseguenze.

Ulteriori informazioni

Thierry Burkart, presidente centrale
079 828 55 81

Reto Jaussi, direttore
079 416 39 65